D a l   m o n d o   a n t i c o   a l   M e d i o e v o 
P r e s e n t e   e   p a s s a t o
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Presente e passato 
 
Andalusia regione della Spagna; Allemagne, nome con il quale i Francesi definiscono la Germania; Borgogna, regione francese; Lombardia, regione italiana; Merate, Garbagnate … località lombarde; guadagnare, ottenere un profitto in un’attività economica; san Benedetto, san Cirillo, san Metodio, patroni d’Europa; fiume Reno, linea di confine tra stati, importante via commerciale, confine linguistico tra Europa latina ed Europa germanica … e potremmo continuare, ma forse è meglio che cerchiamo di comprendere a cosa si vuole alludere con queste righe introduttive. Se oggi noi osserviamo l’Europa da diversi punti di vista e non solo da quello geografico, osserviamo diversità religiose, culturali, linguistiche, alfabetiche. Tutto questo può sembrarci normale: se facciamo la stessa operazione in altri continenti si possono osservare situazioni analoghe. Tutto questo però non è il risultato di una evoluzione “naturale”, ma l’esito di una serie di trasformazioni prodotte nel tempo e, per quanto riguarda l’Europa, soprattutto nel periodo che va dal V al secolo X. 
Come possiamo ben capire ci troviamo di fronte ad una periodizzazione, alla delimitazione, cioè di un periodo che presenta elementi precisi che lo definiscono. Gli storici, anche con sfumature diverse a volte, lo chiamano alto Medioevo.  
Proviamo ora ad osservare la serie di cartine: nella prima abbiamo l’Europa come si presentava politicamente nel 1914 prima dell’inizio della Grande Guerra, la seconda mostra l’Europa dopo il primo conflitto mondiale, la terza l’Europa così come la viviamo oggi. 
 
Quale delle prime due cartine si avvicina maggiormente alla odierna carta d’Europa?  
Predisporre una cartina dell’Europa del X secolo con l’espansione religiosa e linguistica dell’Europa centro-orientale 
 
L’Europa politica, religiosa e linguistica del X secolo fu il risultato di una lunga serie di trasformazioni, alcune verificatesi nella breve durata, altre nella lunga durata. La caduta dell’impero romano d’Occidente, avvenuta nel 476, non fu certo il frutto della semplice deposizione dell’ultimo imperatore, Romolo Augustolo; tanto più che di simile evento periodizzante i contemporanei neppure si resero conto: fu a distanza di circa cinquant’anni che si incominciò a prendere coscienza che qualcosa di particolarmente significativo era accaduto. Allo stesso modo, i cambiamenti all’interno dell’impero romano, con lo stanziamento di tante popolazioni barbariche, non minò di fatto l’aspetto istituzionale, poiché il loro insediamento non era altro che il risultato di un accordo di alleanza tra barbari e impero romano. 
Eppure quello che nelle righe introduttive abbiamo riportato, non fa riferimento ad aspetti istituzionali, ma ci permette di comprendere come il passaggio, di più o meno lunga durata, di una popolazione su un territorio lascia tracce facilmente ripercorribili, per esempio nell’onomastica e nella toponomastica. Andalusia, Allemagne, Borgogna, Lombardia, per esempio, non sono altro che lasciti linguistici del passaggio di altrettanti popoli barbarici: Vandali, Alemanni, Burgundi e Longobardi; guadagnare, come guancia, guastare, guarire, guidare, guardare sono l’esito di sviluppi linguistici germanici, come i toponimi lombardi che terminano con il suffisso -ate; se san Benedetto, patrono d’Europa dal 1964, fa parte della nostra cultura ed al monachesimo benedettino si riconosce il merito di aver conservato e tramandato la maggior parte delle opere degli autori latini, san Cirillo e Metodio, proclamati compatroni d’Europa nel 1980, sono stati i promotori dell’evangelizzazione dei popoli slavi, con Cirillo inventori di un alfabeto per trascrivere la lingua slava, il glagolitico, poi sostituito dall’alfabeto cirillico, probabilmente elaborato da uno dei discepoli di Metodio, Clemente: ed oggi molti paesi slavi utilizzano l’alfabeto cirillico.  
L’ultimo esempio che abbiamo riportato è quello del Reno come confine linguistico. Proprio alla preponderanza dell’insediamento franco nella regione tra Reno, Mosa e Mosella si deve il rafforzamento linguistico, mentre nelle regioni occidentali e meridionali della Francia, dove la popolazione franca costituiva una minoranza, la componente galloromana impose ai Franchi i propri usi e il proprio dialetto che si sarebbe poi evoluto nel moderno francese. 
Se torniamo alle cartine iniziali, non possiamo non osservare la costituzione di tanti stati formatisi o ricostituisi tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 del secolo scorso. 
Gli stati sorti dallo sgretolamento della ex Jugoslavia, per esempio, costituiscono il risultato di una riaffermazione dell’identità etnica delle popolazioni arrivate qui nel corso dell’alto Medioevo, durante le migrazioni slave. 
Per renderci conto del travaglio di quest’area dobbiamo tenere presente quel che accadde nel corso del secolo scorso. Con la fine del primo conflitto mondiale, la ridefinizione dei territori degli sconfitti imperi centrali portò alla costituzione di stati come la Polonia o la Cecoslovacchia, il regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni in Jugoslavia, e ridimensionò la Bulgaria. Fu a seguito di quegli eventi che, per esempio durante la conferenza di pace convocata dopo la fine della Grande Guerra, i rappresentanti cechi e moravi parlarono di un Impero della Grande Moravia, sviluppatosi nel IX secolo e comprendente Slovacchia, Boemia e Moravia, al quale richiamarsi per ricostruire una continuità storica sia pure fondata su semplici ipotesi. Le indagini archeologiche e storiche che si intensificarono dopo il secondo conflitto mondiale dimostrarono la veridicità di quelle ipotesi. 
Oggi, pur con le difficoltà nelle quali l’area balcanica si dibatte per una migliore definizione dei confini o per i contrasti religiosi, meglio si configura il tessuto politico grazie anche alla sempre migliore conoscenza del processo migratorio che nel corso dei secoli VII-X ha visto spostarsi e insediarsi dal Volga all’Adriatico, dai Balcani al Mare del Nord le popolazioni slave. 
 
·  Trova sulla cartina dell’Europa odierna gli stati che si sono costituiti dopo lo sgretolamento della Jugoslavia e dell’URSS.  
·  Ricerca su un atlante o sul tuo libro di geografia gli stati nei quali oggi si utilizza un alfabeto dal nostro.